È quella che si definisce una grande lavoratrice, esigente con se stessa ma anche simpatica e alla mano. Caterina Andermarcher, 15 anni, trentina, medaglia di bronzo ai Campionati Nazionali Assoluti 2009-2010 in categoria Junior, è felice di raccontare la sue esperienza alla tappa di Courchevel (Francia) del Junior Grand Prix 2010, dove si è classificata diciottesima con un punteggio finale di 96,63. E di svelare qualcosa sulla preparazione estiva che l’ha preceduta.
Quando hai avuto la notizia della convocazione per lo Junior Grand Prix e come l’hai accolta?
“Ho saputo della convocazione verso fine giugno, quando mi trovavo nel Delaware, negli Stati Uniti, per uno stage. Sono rimasta molto contenta quando ho saputo che avrei partecipato a questo Junior Grand Prix. Mi ha solo un po’ sconcertata il fatto che la gara fosse a fine agosto, poiché avrei dovuto accelerare i tempi di preparazione. Però ho accolto la notizia con entusiasmo!”
Dunque la convocazione ha influito sulla tua preparazione estiva.
“Ha influito molto: come mi succede sempre, prima di una gara ci penso molto, soprattutto quando mi alleno… Questo influisce sulla preparazione sia positivamente sia, purtroppo, negativamente. Ha influito molto anche per il fatto che ho dovuto preparare dei buoni programmi già ad inizio luglio, provando tutti i giorni sia lo short sia il libero”.
Come è andata allora la tua preparazione estiva?
“È stata nel complesso mediocre: vi sono stati molti alti e bassi. Mi sono concentrata inizialmente sui salti tripli per poi lavorare invece di più sui programmi e sulla coreografia, specialmente nella settimana che ha preceduto la competizione”.
Quali programmi hai portato a Courchevel?
“Ho presentato una musica di Carlos Santana, dal titolo Black Magic Woman, come programma corto, mentre per il lungo ho tenuto la musica dello short dello scorso anno – la Carmen – modificando un po’ tutto, dalla coreografia agli elementi tecnici, poiché è cambiato il regolamento e nel libero vi sono più elementi da eseguire”.
Com’è stata la tua prestazione? Sei rimasta soddisfatta?
“Sono abbastanza soddisfatta, per essere il mio primo Grand Prix. Ho fatto degli errori evitabili e ero anche un po’ agitata, dovendo confrontarmi con giovani atlete di alto livello mondiale”.
Pensi di poter fare meglio in futuro?
“Sicuramente! Sono assolutamente certa di poter fare molto di più: devo lavorare ancora molto e la stagione è appena cominciata!”
Un giudizio su qualche concorrente con cui ha gareggiato?
“Mi sono piaciute varie atlete, ma quella che mi ha colpita di più è stata l’ americana Nina Jiang, che avevo già incontrato al Gardena Spring Trophy lo scorso aprile. Mi ha colpita per la sua leggerezza, la morbidezza nei movimenti, la velocità e la scorrevolezza sul ghiaccio in tutto il programma”.
Vuoi aggiungere qualcos’altro?
“Vorrei ringraziare tutte le persone che mi hanno dato la possibilità di partecipare a questa gara: in particolare la Federazione, il mio allenatore (Gabriele Minchio, ndr) e tutto lo staff del Circolo Pattinatori Artistici Trento”.
Grazie dell’intervista e in bocca al lupo!
“Crepi!”
