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Poco più di venti secondi dopo l’inizio del programma libero, la statunitense Courtney Hicks si stacca dalla pista per eseguire un triplo flip, ma mentre è in volo apre il salto e cade su ghiaccio con un urlo di dolore. Una scena che resterà impressa a chi sabato pomeriggio si trovava all’Agorà di Milano, dove in quel momento era  in corso la finale della categoria donne della tappa italiana dello Junior Grand Prix 2011. Più tardi l’atleta quindicenne viene accompagnata in ospedale, mentre la gara riprende e viene vinta, dopo una competizione stupenda, dalla russa Julia Lipnitskaia con un punteggio di 183,05. Leggi il resto di questo articolo »

Ci avevano provato per quelli del 2010 e per quelli del 2014. Al terzo tentativo, la Corea del Sud ha visto premiata la propria perseveranza e ha ottenuto l’edizione 2018 dei 23esimi Giochi Olimpici invernali. In qualche modo è anche una vittoria per Yu-Na Kim, la campionessa olimpica di pattinaggio di figura sul ghiaccio del 2010 a Vancouver. Nei mesi passati, “Queen Yu-Na” si è spesa moltissimo come ambasciatrice dell’offerta coreana di ospitare i Winter Games 2018 nella città di Pyeongchang, che si trova nella provincia di Gangwon, a meno di 200 chilometri a est di Seul e vicina alla frontiera con la Corea del Nord. Il fatto che tra le due Coree, dopo la guerra degli inizi degli anni ‘50, non sia ancora stato firmato un trattato di pace, e anzi anche negli ultimi anni si siano verificati degli incidenti gravi, avrebbe potuto giocare un ruolo negativo nella scelta a favore della località proposta. I sudcoreani, comunque, hanno aggiunto tra le motivazioni a supporto della propria candidatura anche il fatto che i Giochi di Pyeongchang potranno contribuire ad allentare l’isolamento della Corea del Nord dal resto del mondo. Del resto si sono già verificate diverse occasioni in cui le organizzazioni sportive e gli atleti delle due Coree hanno collaborato in modo amichevole. Una conferma che lo sport può essere un momento in cui i valori che tendono ad unire le persone prevalgono su quelli che spingono per dividerli. Leggi il resto di questo articolo »

Il pluricampione giapponese e oro mondiale 2010 Daisuke Takahashi si è sottoposto a un intervento chirurgico per rimuovere una vite dal ginocchio destro. Il mezzo di sintesi era stato inserito nel 2008 durante un operazione per riparare i legamenti crociati lesionati in seguito a una distorsione. L’intervento era stato rimandato per permettere all’atleta di partecipare, nel 2010, alle Olimpiadi di Vancouver (dove si è classificato terzo, prima medaglia olimpica maschile ottenuta dal Giappone) e ai Mondiali di Torino. Il 2011, secondo le intenzioni di Daisuke, sarebbe dovuto essere l’ultimo anno della sua carriera. Ma il venticinquenne allievo di Utako Nagamitsu (e prima ancora di Nikolai Morozov), coreografato da Pasquale Camerlengo, non deve essere rimasto soddisfatto. Dopo la prima piazza ai Campionati dei Quattro Continenti, ha concluso i Mondiali di Mosca quinto. Dopo il terzo corto, lo studente dell’Università Hiroshi Seki ha realizzato solo il sesto libero a causa di un problema occorsogli a un pattino durante l’esecuzione del programma. Dopo la competizione, la dichiarazione di voler gareggiare fino alle Olimpiadi Invernali che si terranno a Sochi, Russia, nel 2014.

L’International Olympic Committe si è detto favorevole a prendere in esame la possibilità di inserire un “team event” all’interno delle competizioni di pattinaggio di figura previste alle Olimpiadi Invernali di Sochi 2014. A questo fine, l’Executive Board dell’istituzione si riserva di esaminare i risultati dell’Isu Team Trophy 2011 che si terrà il prossimo aprile in Giappone. Come si ricorderà, l’Isu Team Trophy è stato introdotto durante la stagione 2008/2009 dell’International Skating Union in collaborazione con la Japan Skating Federation (Jsf) e con la partecipazione della Tv Asahi Corporation. Grande soddisfazione da parte del presidente dell’Isu, Ottavio Cinquanta: “L’Isu è molto lieta di questa decisione che segna una tappa importante nella storia del pattinaggio di figura. Ci congratuliamo con lo Ioc, sotto la presidenza Rogge, con la Program Commission, guidata da Franco Carraro, e con Gilbert Felli e Christophe Dubi, rappresentanti del Ioc Sports Department, per l’atteggiamento costruttivo e la grande collaborazione fornita”. Nelle intenzioni attuali dell’Isu, al team event dovrebbero partecipare le dieci migliori squadre nazionali, rappresentate da un’atleta per l’individuale femminile, uno per quello maschile, una coppia di artistico e una di danza.

Conto alla rovescia verso il cinquantatreesimo congresso dell’Isu, in programma dal 12 al 20 giugno a Barcellona. Tra le “questioni urgenti” che il regolamento permette di sottoporre alla discussione purché vengano fatte pervenire al consiglio al massimo tre settimane prima del congresso, se ne segnalano in particolare due, targate Francia e Giappone. Leggi il resto di questo articolo »